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Il Parlamento europeo non fa sconti alla Turchia

Il Parlamento europeo non fa sconti alla Turchia

La delegazione di An si é astenuta alla votazione in merito all'adesione della Turchia all'Ue

 

A dicembre avevamo chiesto alla Turchia di dare un segnale chiaro, di accettare le regole di democrazia dell’Unione europea, riconoscendo per prima cosa Cipro. La risposta negativa del governo turco è invece un segnale di ostinazione sorprendente e non meno soprendente è l’atteggiamento dell’Europa che attraverso un compromesso dimostra ancora una volta il suo ruolo ambiguo che incancrenisce i problemi invece di risolverli. Vogliamo ribadire che il processo di adesione della Turchia non può avere un esito scontato: la Turchia deve, infatti, prendersi degli impegni concreti, rispetto ai quali non possiamo fare sconti. C’è ancora tanto da fare sul rispetto dei diritti umani e civili e sulla tutela delle minoranze. Ma soprattutto la Turchia non può non riconoscere uno Stato già effettivamente membro dell’Unione europea, come Cipro, né tanto meno continuare ad occupare il suolo cipriota con ben 40.000 soldati turchi. C’è bisogno di un processo di adesione serio e chiaro. Proprio per questo la delegazione di Alleanza nazionale ha espresso un voto critico di astensione che non vuole significare assolutamente una chiusura verso la Turchia, ma la pretesa del rispetto delle regole che devono essere sempre uguali per tutti.

 
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