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<b>Giù le mani dai fondi europei per l'Italia</b>

Giù le mani dai fondi europei per l'Italia

Firma l'appello al presidente del Consiglio europeo e al presidente del Parlamento europeo

 

Premesso che il 16 e 17 giugno il Consiglio europeo dovrà raggiungere l'accordo definitivo sulle prospettive finanziarie 2007-2013;
Premesso che tutti gli stati devono contribuire con uno sforzo comune di solidarietà verso i paesi dell’allargamento dell’Unione a 25;
Premesso che la Commissione europea ha proposto per l'Italia di diminuire i fondi comunitari da 23 a 19 miliardi di euro in seguito all'allargamento dell'Unione a 25;
Premesso che la proposta del Consiglio (la cd. proposta Junker) è ulteriormente peggiorativa con un taglio fino ad 8 miliardi di euro, che ridurrebbe a soli 15 miliardi l'anno i trasferimenti di fondi all'Italia;
Premesso che la proposta Junker costituisce una seria minaccia al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dall'Agenda di Lisbona;
Considerato che l'Italia é uno dei pagatori netti dell'Ue, ovvero trasferisce più di quanto riceve, e che con la proposta Junker il divario sarebbe ancora più netto e penalizzante;
Considerato anche l'ingiusta autoriduzione della contribuzione da parte della Gran Bretagna che costringe di fatto l'Italia a pagare annualmente circa un quarto del rimborso britannico;
Ciò premesso

1) Si considera inaccettabile la proposta di ridurre ulteriormente i fondi di coesione:con una diminuzione di 8 miliardi di euro, si determinerebbe un forte danno per l’Italia, in particolare per le aree depresse e le categorie svantaggiate.
2) Si esprime viva preoccupazione:
a) per il taglio del 52% dei fondi per la competitività, la ricerca, l’innovazione, l’occupazione, la formazione professionale, l’inserimento delle donne e dei giovani nel mondo del lavoro. Particolarmente grave è la riduzione dei fondi destinati alle PMI per la ricerca e l’innovazione.
b) per il taglio dei fondi per le infrastrutture e, in particolare, per le reti transeuropee.
c) per la diminuzione del 42% dei fondi per le politiche di libertà, sicurezza e giustizia anche alla luce della necessità di contrastare il fenomeno del terrorismo e dell’immigrazione clandestina.
d) per la riduzione del 13,2% degli aiuti allo sviluppo rurale in particolare all’imprenditorialità rurale giovanile, allo sviluppo dell’imprenditorialità agrituristica, al sostegno delle colture biologiche.

 
 
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