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Occhio ai pirati!

Occhio ai pirati!

Difendi le nostre aziende e i nostri lavoratori. Compra italiano!

 

(ANSA) - ROMA, 4 mar - Agrumi made in Cina importati nel paese 'del sole'. Tra le merci importate dalla Cina infatti compaiono agrumi ma anche, dal 2005, 'sale, barbabietole da zucchero e 57mila euro di agrumi'. Lo ha denunciato Roberta Angelilli, capo delegazione di An al Parlamento Europeo, in un sit-in a via del Corso a Roma insieme al consigliere comunale Luca Malcotti e dal presidente del centro studi Cives Francesco Marcolini. 'Occhio ai pirati, difendi le nostre aziende e i nostri lavoratori' e' scritto sullo striscione che campeggia in mezzo alla via e sugli opuscoli-guide al consumatore che vengono consegnati ai passanti: un compromesso qualita'-prezzo, consigli su come comprare un paio di scarpe, una maglietta ma anche un pomodoro o un giocattolo. 163 milioni di euro per filati, tessuti e manufatteria, 59 milioni di euro per articoli di coltelleria e stoviglie, 41,7 milioni per apparecchi trasmittenti e radiofonici. Sono questi i numeri dei prodotti piu' importati a Roma dalla Cina per un totale di 362 milioni di euro dal primo al terzo trimestre del 2005 e 13 miliardi per tutta l'Italia. 'Tessile e calzature sono l'emergenza europea - ha detto Roberta Angelilli - ma anche alimentari, giocattoli e farmaci stanno seguendo lo stesso trend. Ora, come Unione Europea, siamo al collasso e non dobbiamo compiere lo stesso errore che e' gia' stato fatto per il tessile, seppure il dato dell'agroalimentare sia ancora ridotto e' in vertiginosa crescita a Roma e in Italia'. 'E' molto importante la campagna di Storace - ha specificato la Angelilli - perche' tra i prodotti importati ci sono anche i polli, e' necessaria una guida al consumatore per chi va a fare la spesa, magari nessuno comprerebbe agrumi cinesi, ma un succo di frutta?'. 'Su questo dovrebbe garantire l'Unione Europea - ha detto - mentre l'America si e' ben tutelata, l'Europa non lo ha fatto. Quello che si sequestra e' una infinitesima parte di quello che entra. Quando l'Unione Europea diede il benestare alla Cina a condizioni sfavorevoli era proprio Prodi il presidente della Commissione, solo quando se ne e' andato nel 2004 sono arrivati i primi provvedimenti a maggio 2005'. 'Ho chiesto all'Ue di imporre condizioni di produzione alla Cina ma c'e' una paura sia giuridica che politica. Andrebbe ridiscusso un trattato internazionale non solo nel rapporto Italia-Cina, ma di tutto il mondo perche' loro ora stanno nel Wto'. ha precisato Angelilli. 'Alla disattenzione di Prodi - ha specificato Malcotti - si associa quella del centrosinistra romano. Da Rutelli a Veltroni hanno consentito l'invasione di alcuni quartieri, nodo fondamentale per lo smercio di questi prodotti'. 'Il Prg - ha aggiunto Malcotti - era un'occasione per recuperare certi quartieri, ma grazie alla visione idilliaca del centrosinistra della societa' multietnica, la gente continua a scappare, ci sono solo ingrossi e avremo ancora pomodori contraffatti'. Alla domanda se il programma di Alemanno, candidato a sindaco di Roma, preveda provvedimenti contro la contraffazione, Malcotti ha concluso: 'Sicuramente sara' tutelato il commercio tradizionale italiano, ma serve un piano regolatore per tutelare l'aggressione cinese all'Esquilino e in alcuni quartieri della periferia capitolina'.(ANSA).

 
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