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Le delegazioni europee della CdL per il Sì al referendum

Le delegazioni europee della CdL per il "Sì" al referendum

Un seminario di informazione sulla riforma della Costituzione a Strasburgo

 

Un seminario di informazione sulla riforma della Costituzione italiana, alla presenza di stampa e eurodeputati italiani e stranieri. Questa l’iniziativa che si è tenuta al Parlamento europeo di Strasburgo in vista del referendum confermativo del 25 e 26 giugno in Italia. Le delegazioni europee della Casa delle Libertà, tra cui ovviamente quella di Alleanza nazionale, hanno voluto organizzare questo convegno a livello comunitario proprio per sottolineare alcuni obiettivi fondamentali della riforma di carattere squisitamente europeo. Tra i relatori, il presidente del gruppo UEN, Cristiana Muscardini, il capodelegazione di An al Parlamento europeo, Roberta Angelilli, il presidente dei deputati di Forza Italia, Antonio Tajani, i capodelegazione di Udc e Lega Nord, rispettivamente Vito Monsignore e Mario Borghezio, e il giurista ed eurodeputato tedesco del Partito Popolare europeo, Klaus-Heiner Lehne. Nel corso dell’incontro è stato anche presentato il libro dell’eurodeputato di Forza Italia, Renato Brunetta, dal titolo “Un bel sì per mandare a casa Prodi”. Gli eurodeputati italiani della CdL hanno voluto sottolineare come la riforma costituzionale voluta dal centro-destra sia assolutamente in sintonia con il resto dell’Unione Europea, facendo vari esempi e comparando vari tipi di federalismo come quello in Svizzera, Spagna, Belgio e Germania. “Dobbiamo svelare le bugie dei comitati per il no al referendum. E’ solo, infatti, una posizione strumentale che fermerebbe il cambiamento in Italia”, questo il leit motiv del convegno, dove vari eurodeputati stranieri hanno espresso apprezzamento per la riforma italiana. E’ stato spiegato che, nel quadro di una conservazione dell’unità nazionale, la vittoria del sì gioverebbe all’Italia che, così, sarebbe anche in linea con le altre nazioni europee. Tra gli obiettivi di carattere comunitario della riforma costituzionale italiana ne sono stati ricordati in apertura in particolare modo tre. Più efficienza e razionalità contro gli sprechi, in linea con le politiche di rigore dell’Unione europea, la massima semplificazione della burocrazia legislativa e parlamentare, che è uno degli obiettivi strategici che si è prefissata la Commissione Barroso sin dall’inizio, e il trionfo di un valore cardine dell’Europa unita, ovvero la sussidiarietà. Durante il convegno, inoltre, sono stati enunciati gli obiettivi fondamentali della riforma costituzionale che hanno suscitato interesse e dibattito con la stampa e gli eurodeputati esteri. Il primo degli obiettivi della riforma é quello della riduzione del numero dei parlamentari che è stato riassunto dal capodelegazione di An nello slogan: “meno poltrone e più giovani nelle istituzioni”. Infatti, se vincesse il sí, ci sarebbe un taglio di quasi ducento parlamentari, con un risparmio di circa cento milioni di euro l’anno, e per diventare Premier basterà aver compiuto quarant’anni anziché cinquanta, mentre per essere eletti alla Camera ventuno anziché venticinque e per il Senato venticinque invece di quaranta. Poi è stato enunciato l’obiettivo di bloccare i cosiddetti “ribaltoni” e i giochi di potere che li determinano. Infatti, nella riforma, sono inserite norme ben precise che impediscono a chi viene eletto di cambiare schieramento. Inoltre, sempre seguendo un obiettivo di sussidiarietà fondamentale, la riforma definisce chiaramente le competenze esclusive delle regioni. Infatti, un altro punto importante è il rafforzamento del ruolo delle realtà, delle istituzioni locali che saranno così più vicine al territorio, protagoniste di una valorizzazione più attenta alle specificità e alle esigenze dei cittadini. E ancora, gli eurodeputati di centro-destra hanno voluto sottolineare l’aspetto della riforma che prevede l’elezione diretta del Presidente del Consiglio. “In questo modo”, è stato spiegato, “ci sarà più democrazia intesa come partecipazione e responsabilità in senso biunivoco dal momento che saranno i cittadini a scegliere direttamente il premier, cioè la guida della Nazione, sulla base di programmi e su specifici impegni di lavoro. Il Premier, una volta designato, sarà legato ad un vincolo di responsabilità ed affidabilità rispetto ai cittadini”. In conclusione, si è dibattuto di due obiettivi in linea con gli altri Stati membri ovvero quello di affermare alcune incompatibilità negli incarichi istituzionali. Infatti, troppo spesso e contro le linee di tendenza europee, in Italia troppe persone cumulavano più cariche a danno dell'efficienza del loro lavoro. E, infine, la volontà di avere leggi approvate più velocemente grazie ad una netta divisione di funzioni tra Camera e Senato, con un ulteriore taglio delle spese e con una maggiore efficienza legislativa.

 
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