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Una rivoluzione silenziosa. Un patto europeo per la famiglia.

Una rivoluzione silenziosa. Un patto europeo per la famiglia.

Convegno europeo a Roma in Campidoglio

 

E’ in atto una “rivoluzione silenziosa” che sta rapidamente trasformando le dinamiche sociali e culturali europee. I trend di “mancata” crescita demografica del nostro Continente stanno, infatti, ridisegnando la società europea, ponendo nuovi quesiti ai governi sulle politiche da adottare per sostenere la famiglia e il suo “capitale sociale”. Per la prima volta nella storia dell’Unione europea, le Istituzioni comunitarie hanno preso coscienza della gravità del problema e si sta aprendo un grande dibattito. E decisiva sarà la prossima presidenza tedesca che dovrà definire entro marzo 2007 una nuova strategia europea. Da questa riflessione nasce l’idea del convegno che si è tenuto ieri a Roma nella Sala del Carroccio del Campidoglio, organizzato dal gruppo UEN (Unione per l’Europa delle Nazioni) in collaborazione con l’intergruppo Famiglia del Parlamento europeo. “L’Europa ha bisogno di una legislazione per la famiglia più che una legislazione sulla famiglia”, ha spiegato il capodelegazione di An al Parlamento europeo, Roberta Angelilli, che ha organizzato l’evento insieme al presidente del gruppo UEN, Cristiana Muscardini. L’iniziativa ha voluto rappresentare un primo passo per una collaborazione continua tra le istituzioni, il mondo politico e quello dell’associazionismo. Proprio per questo è stato presentato alla qualificata platea che riempiva la sala, un “patto europeo per la famiglia” dove sono state indicate dieci priorità per il lavoro delle istituzioni per la famiglia. Sostegno alla maternità, politiche di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, sostegno alle giovani coppie, sostegno alle famiglie monoparentali a rischio povertà, politiche abitative sostenibili, servizi sociali accessibili, politiche di formazione e di riqualificazione professionale per il “rientro agevolato” al lavoro dopo la pausa per maternità, sgravi fiscali per le famiglie, eliminazione della disparità di retribuzione tra i sessi, politiche di sostegno alla genitoralità. Questi i dieci punti da cui partirà l’azione comune di parlamentari europei e nazionali, insieme alle associazioni di settore. E il tutto è stato reso ancora più importante dagli ospiti d’onore al convegno che sono stati il presidente della Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere, Anna Zaborska, e il presidente dell’intergruppo Famiglia, Marie Panayotopoulos-Cassiotou. Infatti, le due deputate del Partito Popolare Europeo rappresentano due donne che hanno fatto della battaglia sui valori della famiglia e dell’infanzia una vera e propria missione a Bruxelles, sconvolgendo le logiche vetero-femministe di sinistra. Quindi, un importante inizio per una collaborazione europea tra le eurodeputate di Alleanza nazionale e quelle popolari. Oltre alle figure istituzionali, hanno preso parte al convegno anche importanti esponenti del mondo dell’associazionismo come Giovanni Giacobbe, presidente del Forum delle associazioni familiari, e Antonio Affinita, direttore delle relazioni istituzionali del Moige, che hanno portato il supporto del mondo dell’associazionismo ad un progetto serio di tutela della famiglia. Inoltre hanno preso la parola anche altre esponenti femminili di An come Giorgia Meloni, Elena Donazzan, Barbara Saltamartini, Laura Allegroni. E se l’artista Povia ha fornito una chiave di lettura particolare nel dibattito, è stato il dirigente di Azione giovani, Federico Iadicicco, a fare le conclusioni. Roberta Angelilli e Cristiana Muscardini e Roberta Angelilli hanno anche presentato un dossier con dati Eurostat sul futuro demografico dell’Europa indicando due sfide nel corso del dibattito, ovvero “l’incoraggiamento della ripresa demografica e la conciliazione della vita professionale con quella lavorativa”. “Mai come oggi appare evidente che i cambiamenti demografici e le conseguenti ripercussioni sulla spesa sociale impongono una riforma urgente dei sistemi sociali. Basti pensare che nel 2030 l’Unione europea avrà 18 milioni di giovani in meno di oggi e nel 2050 vi saranno 60 milioni di abitanti in meno di adesso”, hanno spiegato le esponenti di An. Secondo il dossier, fra il 2005 e il 2030 il numero delle persone al di sopra dei 65 anni salirà fino a raggiungere il 52,3% della popolazione (40 milioni in più); mentre la popolazione fra i 15 e i 64 anni scenderà del 6,8% (21 milioni in meno). Il rapporto tra le persone inattive e le persone in età lavorativa salirà dal 49% del 2005 al 66% del 2030. Tale evoluzione è il risultato di due fattori: il primo è l’aumento dell’aspettativa di vita, infatti il numero delle persone al di sopra degli 80 anni aumenterà del 180% entro il 2050; il secondo è la diminuzione del tasso di natalità. “E’ auspicabile che nella prossima Comunicazione della Commissione sulla conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa vengano indicate le linee guida per una società più dinamica e solidale in cui venga favorita la natalità per affrontare il problema demografico; in cui si tenga conto nella valutazione del carico fiscale della spesa necessaria alla cura dei figli; sia facilitato l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie; sia agevolato il rientro al lavoro dopo una pausa per maternità dando alle neo-mamme possibilità di seguire corsi di formazione o di riqualificazione professionale ed infine venga aumentata l’offerta pubblica o privata degli asili nido”, hanno concluso Angelilli e Muscardini.(dal "Secolo d'Italia" - 11 novembre 2006)

 
 
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