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Presentato dossier sulla sottrazione di minori in Europa

Presentato dossier sulla sottrazione di minori in Europa

Migliaia di casi, le Istituzioni intervengano

 

(Apcom) In Europa ci sono ogni anno migliaia di casi di sottrazioni di minori, figli di genitori separati, da parte di uno dei coniugi, e gli Stati dell'Ue non applicano in modo uniforme le convenzioni internazionali pertinenti (quella dell'Aia del 1980 e il Regolamento Bruxelles II bis, del marzo 2005) per risolvere le vicende transfrontaliere dei bambini contesi. Può succedere, così, che non venga sempre perseguito l'interesse dei minori, e che uno dei genitori possa essere privato dei diritti parentali sulla base di interpretazioni della legge difformi da un paese all'altro e a volte discutibili, quando non arbitrarie. Lo hanno denunciato con una conferenza stampa oggi a Bruxelles il vicepresidente del Parlamento europeo Edward McMillan-Scott (conservatore britannico) e la capodelegazione degli eurodeputati di An, Roberta Angelilli, presentando un rapporto dell'European Citizen Action Service (Ecas) un'organizzazione attiva nella promozione dei diritti dei citadini dell'Ue. Il rapporto è stato preparato dallo studio legale internazionale Freshfields Bruckhaus Deringer, e riporta 12 casi di bambini contesi da genitori residenti in diversi Stati dell'Unione europea, che rientrano nel campo d'applicazione delle pertinenti convenzioni internazionali. Durante la conferenza stampa è intervenuta anche una mamma belga a cui è stata sottratta le figlia, portata in Germania dal padre. La signora ha raccontato i suoi scontri con la burocrazia e con la giustizia per rivedere la bambina, mentre alla piccola era stato fatto credere prima che la mamma era morta, poi che l'aveva abbandonata. Roberta Angelilli, che sarà la relatrice dell'Europarlamento per la comunicazione della Commissione europea sui diritti del bambino (presentata dal commissario Franco Frattini nel luglio scorso), ha osservato che "queste non sono vicende isolate, ma si tratta di un fenomeno molto grave e in costante crescita che riguarda migliaia di casi molto controversi, un esercito di bambini contesi in tutta Europa". Angelilli ha sottolineato che "spesso il genitore privato del diritto di vedere il suo bambino viene abbandonato dalle istituzioni; ma le normative ci sono - ha aggiunto - anche se potrebbero essere migliorate, e la Commissione europea deve intervenire per garantire che le convenzioni internazionali pertinenti siano applicate in modo uniforme in tutti i paesi membri". Secondo la relatrice dell'Europarlamento, "la Commissione dovrebbe poter aprire delle procedure d'infrazione contro gli Stati membri che non rispettano le norme in materia". Perché questo sia possibile, tuttavia, è necessario che le convenzioni internazionali siano trasposte nel diritto comunitario. Un'altra richiesta della Angelilli, più facilmente realizzabile, è quella di armonizzare almeno certe definizioni giuridiche rilevanti per l'applicazione delle convenzioni, come quelle di "sottrazione di minore" e "residenza abituale" del bambino. Il rapporto dell'Ecas rileva che spesso la cattiva applicazione delle normative o i conflitti di giurisdizione derivano proprio dalle definizioni difformi nei diversi Stati membri. (Apcom)

 
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