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Libertà d'informazione, giornalismo e cultura politica

"Libertà d'informazione, giornalismo e cultura politica"

Convegno a Strasburgo con il direttore del TG2, Mauro Mazza

 

(ANSA) Approda al Parlamento europeo 'I ragazzi di Via Milano' , il libro scritto dal direttore del Tg2 Mauro Mazza sui 'ragazzi', Fini, Gasparri, Storace per citarne alcuni, che negli anni settanta lavoravano della redazione del 'Secolo d'Italia, il quotidiano del Msi-Dn. La presentazione del libro, uscito in Italia nella scorsa estate, su iniziativa di Roberta Angelilli, capo delegazione di An a Strasburgo, e' diventata occasione per un dibattito su giornalismo e politica e sull'esistenza o meno 'ancora' della liberta' di informazione. Il dibattito al quale hanno partecipato numerosi europarlamentari, fra i quali Antonio tajani (Fi), Mario Borghezio (Lega), Luca Romagnoli (Fiamma tricolore) si e' a lungo soffermato sulla necessita' che anche i giovani di oggi ritrovino la passione della politica e sull'importanza dell'esistenza di posizioni e di giornali 'controcorrente' Il direttore del Tg2 ha citato ad esempio il caso delle foibe, argomento affrontato dal presidente della Repubblica Giorgio napolitano qualche giorno fa. 'Forse non ci sarebbe stato quel discorso - ha detto Mazza - se certa parte poltica non avesse ricordato la tragedia di un popolo'. Quanto al ruolo del servizio pubblico, Mazza ha sottolineato come il suo editore sia il Parlamento. 'Lo dico con pragmatismo, ma e' inevitabile che la maggioranza parlamentare si esprima anche attraverso il servizio pubblico, consentendo naturalmente il pluralismo interno alle testate, nelle quali ci sono molte espressioni e molte voci'. E a 'conferma' dell'esistenza del pluralismo oggi alla Rai, Mazza ha spiegato che il suo Tg nell'ultimo anno non ha avuto pressioni 'di nessun tipo'. 'Cerchiamo di fare un Tg quanto piu' possibile espressione dei fatti, anche se scomodi, e non ho trovato impedimenti', ha osservato Mazza. Tajani, capo delegazione di Forza Italia e per anni giornalista, ha osservato come 'fare il giornalista in un giornale d'opinione come il 'Giornale' di Montanelli o il 'Secolo' significava credere in qualche cosa e manifestare un impegno per difendere un ideale'. 'Lo stesso valeva anche per chi lavorava per 'Paese sera' o per 'l'Unita'', ha osservato Tajani, secondo il quale e' necessario 'tramandare l'impegno civile e civico alle nuove generazioni'. (ANSA)

 
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