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Bambini Rom: una questione morale

"Bambini Rom: una questione morale"

Presentato dossier di An a Roma

 

(Adnkronos) - In Italia il numero dei minori stranieri nell'arco di cinque anni sarebbe quadruplicato, passando da 128 mila nel 2001 a 585 mila 496 del 2006 rappresentando cosi' il 21, 9 per cento della popolazione straniera complessiva. Per quanto riguarda i Paesi di origine, ai primi posti si trovano Albania con il 16,3 per cento, Marocco con il 14, Romania con il 12,4 per cento e Cina con il 5,2. Solo nella citta' di Roma, dove sono presenti 45 campi rom, nel 2005 sono stati 493 i minorenni rumeni e rom entrati nei centri di prima accoglienza, pari al 43 per cento del totale degli ingressi in queste strutture della Capitale, ma moltissimi di questi minori si allontanano immediatamente dalle comunita' in cui vengono inseriti, tornando a vivere in condizioni di estremo disagio. Questo e' quello che emerge dal dossier 'Bambini Rom: una questione morale' a cura di Roberta Angelilli coordinatrice dell'Ufficio Nazionale per i problemi dei minori di Alleanza Nazionale. Inoltre, secondo il VI rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza redatto da Telefono Azzurro nel 2006, nel Lazio sarebbero addirittura 8mila i bambini tra i due e i dodici anni coinvolti nell'attivita' di accattonaggio. L'introito che ogni bimbo garantirebbe giornalmente al suo sfruttatore oscilla tra i settanta e i cento euro con turni che a volte superano le dodici ore di 'lavoro'. Gia' nel 2005 la cassazione con sentenza numero 3368/2005 aveva ritenuto che costringere una persona all'accattonaggio equivaleva a ridurla in schiavitu', richiamando i principi della Convenzione di Ginevra del 1926 che punisce chi considera una persona come oggetto di sua proprieta'. L'unica iniziativa adottata dal Comune di Roma per debellare il preoccupante fenomeno e favorire il recupero dei minori e' partita nel 2003 con l'istituzione in via sperimentale del 'Centro di Contrasto alla Mendicita' Giovanile'. L'obiettivo del centro e' quello di fornire una prima accoglienza ai baby mendicanti strappati dalla strada. Successivamente avviene il contatto con le famiglie una volta giunte al centro per il riaffidamento dei figli. I locali si trovano in uno stabile privato nella zona Boccea subito prima del grande raccordo anulare concesso in locazione dal Comune di Roma da 'Ipab Sacra Famiglia'. Il Progetto su base annuale aveva un costo di circa 150 mila euro finanziato con i fondi della legge 285. Nonostante la dedizione e la professionalita' degli operatori tale unica struttura appare assolutamente insufficiente a fronteggiare le problematiche esposte anche in considerazione dell'aumento esponenziale dei minori costretti a mendicare. Il Centro che opera solo con attivita' diurna, puo' accogliere infatti fino ad un massimo di 9 minori. Il Centro, inoltre, opera solo dal lunedi' al venerdi' dalle 10 alle 18 lasciando scoperto il fine settimana, il pomeriggio inoltrato e la notte. Inoltre la fascia d'eta' d'intervento tra i minori comprende una forbice che va dai 6 ai 17 anni, lasciando scoperta quindi la fascia d'eta' primaria. I locali del centro sono fatiscenti ed hanno un sistema di riscaldamento non perfettamente funzionante. Dal 2005 ad oggi il Comune di Roma non ha fornito nessun dato ufficiale sull'affluenza riscontrata nel Centro mentre gli operatori hanno sostenuto di aver ricevuto solo nel 2006 620 richieste d'intervento. Alleanza Nazionale considerata la delicatezza dei temi e dei soggetti coinvolti ha ritenuto opportuno intervenire sollecitando il Comune di Roma a dare luogo ad iniziative piu' incisive, continuative e risolutive rispetto a quanto fatto fino ad ora e chiedendo inoltre al Sindaco Veltroni di affrontare tale emergenza in un apposito Consiglio Comunale. Per questo i consiglieri comunali Federico Guidi, Luca Malcotti ed Enrico Cavallari hanno presentato come primi firmatari uno specifico ordine del giorno dove rendono note le loro proposte. Prima fra tutte incentivare gli strumenti di azione sociale fino ad oggi adottati dall'amministrazione comunale per contrastare tale fenomeno potenziando le strutture e l'organico dell'Unico Centro di contrasto alla Mendicita' Infantile oggi esistente nella citta' di Roma. Creare poi una specifica struttura del corpo della Polizia Municipale finalizzate alla repressione del fenomeno e a coadiuvare il personale d'intervento e di assistenza sociale. In terzo luogo, indirizzare con maggior continuita' l'attivita' della Polizia Municipale e degli organi comunali preposti su tutto il territorio cittadino su tali tematiche con particolare attenzione all'individuazione dei bambini costretti a mendicare dalle proprie famiglie e quelli invece oggetto di tratta, accertando anche gli obblighi scolastici disattesi dai minori costretti a mendicare. Quarto, promuovere una capillare campagna informativa rivolta alla cittadinanza che disincentivi la carita' di strada quale strumento che determina la tratta dei minori e favorisca la tempestiva segnalazione alle forze dell'ordine dei casi di mendicita' infantile. L'ultima proposta di Alleanza Nazionale e' quella di adottare un piano specifico d'intervento che coinvolgendo le realta' sociali ed istituzionali cittadine e nazionali possa in tempi brevi debellare la piaga della mendicita' infantile nella citta' di Roma. (fonte: Adnkronos)

 
 
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