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“Mai più diritti negati alle donne immigrate,  per la legalità e l’integrazione”

“Mai più diritti negati alle donne immigrate, per la legalità e l’integrazione”

Presentata a Roma la campagna per difendere i diritti delle donne immigrate

 

Nella sede italiana del Parlamento Europeo a Roma, è stata presentata da Roberta Angelilli, relatore della strategia europea sui diritti dei minori, la campagna: “Mai più diritti negati alle donne immigrate, per la legalità e l’integrazione”. Sono intervenuti il vicepresidente del Pe Luigi Cocilovo (Margherita) e Luisa Morgantini (Rifondazione Comunista), Renata Polverini segretario nazionale della Ugl, Luca Malcotti, segretario Ugl di Roma e Lazio e Souad Sbai, presidentessa dell'associazione delle donne delle comunità marocchine in Italia. Durante l’incontro sono stati affrontati temi come: i matrimoni forzati, le mutilazioni genitali, lo sfruttamento e la prostituzione forzata, in particolar modo quella dei minori. Il “vademecum” servirà a spiegare alle donne immigrate che ci sono leggi che permettono di dire no a “consuetudini” che, in Italia, sono reati gravi. E’ stato presentato un dossier con gli ultimi dati disponibili su mutilazioni genitali, riduzione in schiavitù e matrimoni forzati. Per quanto riguarda le mutilazioni, l’Italia è il Paese in Europa con il più alto numero di donne infibulate. Sono oltre 65mila donne provengono da territori dove vengono praticate le mutilazioni genitali, di queste, almeno il 40% sono già state sottoposte alla pratica dell’infibulazione. Ogni anno, 6mila bambine, tra i 4 e i 12 anni, rischiano di essere sottoposte a questa pratica illegale. Soltanto nel Lazio ci sarebbero circa più di 10mila donne alle quali è stata già praticata l’infibulazione. Purtroppo in tutto il Lazio esiste, secondo le informazioni ufficiali, una sola struttura attrezzata. Vale la pena ricordare che l’Italia, prima in Europa, nel 2006 ha adottato una legge che vieta e punisce l'infibulazione, con pene fino ai 12 anni, 16 anni se tale pratica viene effettuata su minori. La legge soprattutto puntava sull’informazione e la prevenzione. Sfortunatamente tutt’oggi, dopo un anno e cinque mesi, non è ancora stata data attuazione pratica al Piano di azione. Per quanto riguarda la schiavitù le cifre sono ancor più impressionanti. In Europa, ogni anno, vengono “trafficati” 500Mila esseri umani, circa l’80% sono donne, il 50% minori, tra i quali anche neonati venduti per cifre che oscillano dai 7.000 ai 15.000 euro. In Italia il prezzo, al “mercato delle schiave”, delle donne trafficate si aggira attorno ai 2.000 euro. Nello specifico, nella regione Lazio, il numero di donne straniere spinte alla prostituzione è di circa 5.000, solo a Roma la stima è di 3.500. Da sottolineare l’accattonaggio che frutta circa 200 milioni di euro e coinvolge quasi 50 mila bambini tra i 2 e i 12 anni (nel Lazio i bambini per le strade sono 8.000). L’on Roberta Angelilli ha poi precisato come l’Italia sia all’avanguardia in materia di norme contro la riduzione e il mantenimento in schiavitù, contro la tratta di persone e contro lo sfruttamento della prostituzione. Ricordando anche la recente sentenza della Corte di cassazione che ha affermato come lo sfruttamento sistematico dei minori nell’attività di accattonaggio si tratta di vera e propria riduzione in schiavitù. In conclusione ha sottolineato che tali strumenti normativi, innovativi nello scenario europeo, mancano, spesso, di una concreta attuazione pratica, a causa della insufficienza e dell’inadeguatezza delle attività di prevenzione e monitoraggio sul territorio.

 
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