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Nessuno sconto sulla difesa dei diritti dei minori

Nessuno sconto sulla difesa dei diritti dei minori

Italia ancora indietro nell'attuazione della normativa europea

 

Sulla difesa dei diritti dei minori non si possono fare sconti. E anche quando l'Europa ci mette a disposizione gli strumenti necessari per combattere lo sfruttamento del lavoro minorile, della tratta, della prostituzione e dell'accattonaggio, noi ci permettiamo il lusso non di non usarli. Ancora una volta, infatti, in Europa ci siamo guadagnati la maglia nera dei primati negativi. Recentemente, la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro l'Italia che non ha ancora recepito la direttiva comunitaria 43/2000 volta a favorire politiche per l'integrazione e per il contrasto allo sfruttamento. Ma le note dolenti non finiscono qui. Sul problema del soccorso ai bambini scomparsi, nel febbraio 2006 era stata decisa una help line europea che doveva essere giá attiva dal 30 settembre 2007. Purtroppo peró, nulla di fatto, per colpa dell'Italia che si é neanche degnata di dare una risposta sulla sua disponibilitá all'attivazione. Per non parlare poi di un altro noto scandalo nazionale ed internazionale: la mancata nomina del Garante per i diritti dell'infanzia. Il governo infatti non ha ancora nominato nessuno, tanto che al Forum europeo per i diritti dei minori a Berlino abbiamo dovuto assistere all'umiliazione ufficiale da parte del presidente dell'Enoc, la rete europea degli ombudsman, che lamentava l'inaccettabile ritardo dell'Italia nella designazione del suo rappresentante. Infine non ha certo giovato all'immagine dell'Italia in sede comunitaria, l'ennesimo rinvio nell'approvazione del tanto decantato "pacchetto sicurezza" che tra gli obiettivi ha anche quello dell'inasprimento delle pene contro lo sfruttamento dell'accattonaggio minorile. "Sicurezza, integrazione, solidarietá". Con queste tre parole d'ordine, abbiamo organizzato al Parlamento europeo di Strasburgo un incontro sulla condizione dei bambini di strada, in particolare Rom affrontando tematiche di drammatica attualitá come la dispersione scolastica, il racket dell’accattonaggio, lo sfruttamento dei minori. Alla presenza del Vice Presidente della Commissione europea, Franco Frattini, insieme all'Opera Nomadi, a Telefono Azzurro e al sostituto procuratore del Tribunale dei Minori di Roma, Simonetta Matone, abbiamo cercato di tracciare un quadro generale e una via possibile per la questione dei minori Rom. In Italia esiste un vero e proprio esercito di nuovi schiavi che affollano le nostre strade e che oggi diventano sempre più un esercito invisibile, senza diritti e senza possibilitá di avere un futuro. Proprio questo abbiamo concentrato l'attenzione sull'integrazione come rispetto della legalità, dei doveri reciproci tra chi accoglie e chi é accolto. Intendiamo infatti l'integrazione come garanzia di diritti, soprattutto per i più deboli e tra questi i diritti dei minori: il diritto alla registrazione della nascita, il diritto/dovere alla prevenzione sanitaria e alle necessarie vaccinazioni. Vale la pena ricordare che, nel nostro Paese, ci sono almeno 30mila bambini Rom non vaccinati e che circa il 70% dei minori Rom non va a scuola. Proprio per questo il diritto-dovere allo studio é l'unica strada possibile. Infatti un bambino che non va a scuola rischia di essere costretto a chiedere l'elemosina o a lavorare, é un bambino con un'infanzia negata, senza spazio né per lo studio né per il gioco. Sarà condannato ad essere un emarginato a vita o finirà nelle reti della criminalità. D’altra parte, però, non si può transigere sul rispetto della legalità: come dice Frattini, “il buonismo e la tolleranza verso un certo tipo di illegalitá incoraggiano nuova illegalità”. Proprio per questo, è importante ricordare che vige per tutti i cittadini europei la direttiva 38/2004 che impone a tutti, trascorsi tre mesi di libera residenza, di dimostrare di avere i mezzi necessari per la propria sussistenza, pena il “riaccompagnamento”. Questa regola deve valere anche per i cittadini romeni e Rom. Dopo l’allargamento alla Romania e Bulgaria, con il prevedibile 50% dei flussi verso l’Italia, non c’è più tempo da perdere. Come spiegato da Simonetta Matone, la percentuale dei minori Rom che delinquono è altissima. E tutto questo é dovuto ad una forma di lassismo delle Istituzioni. Infatti, esiste in Italia una forma strisciante di razzismo che porta ad un diverso tipo di trattamento, soprattutto dal punto di vista giuridico: se un italiano costringe suo figlio a delinquere in qualsiasi forma, a chiedere l'elemosina e non lo fa andare a scuola, gli viene immediatamente revocata la patria potestá. Perché questo non succede anche quando ad essere sfruttati sono i minori Rom? Forse, proprio la perdita della patria potestá é una delle strade possibili per difendere i minori dalle famiglie che li sfruttano e da ogni forma di pseudo-tradizione.

 
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