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A Roma solo il 23% dei bambini rom va a scuola

A Roma solo il 23% dei bambini rom va a scuola

Che fine fanno i soldi del Comune di Roma per la scolarizzazione dei minori rom?

 

Per l’ennesima volta il Comitato ONU ha raccomandato all’Italia di sviluppare politiche attive e programmi contro l’esclusione sociale e sanitaria e per il diritto allo studio dei bambini Rom (CRC/15/Add.198, punto 55). MA DA PARTE DEL COMUNE DI ROMA : NULLA DI FATTO Nel giugno 2005 e’ stato siglato un Protocollo d’intesa del Ministero della Pubblica Istruzione per aiutare gli enti locali a favorire l’inserimento scolastico dei bambini rom e contrastare il fenomeno della dispersione scolastica: purtroppo non ha avuto alcun seguito, con l’eccezione di alcune citta’ e province della Regione Lombardia. Nel maggio 2007, il Consiglio Comunale di Roma ha approvato all’unanimità una mozione (proposta da Alleanza Nazionale) in cui si impegna il Sindaco e la Giunta ad adottare in tempi brevi le iniziative necessarie a contrastare e debellare il fenomeno della mendicità infantile, potenziare le strutture e l’organico del Centro di Contrasto alla Mendicità Infantile, potenziare il NAE (Nucleo Assistenza Emarginati), promuovere una capillare campagna informativa rivolta ai cittadini. A sei mesi dalla mozione : nel Comune di Roma è presente un’unica struttura di “contrasto alla mendicità giovanile”, in grado di accogliere meno di 10 minori ed aperta solo dal lunedì al venerdì della 10 alle 18; il diritto all’istruzione non e’ garantito poiche’ a Roma piu’ del 75 % dei minori Rom non va a scuola: Infatti se confrontiamo i dati ufficiali del Comune di Roma e della Prefettura, insieme con quelli forniti da autorevoli esponenti di Capodarco e Arci Solidarieta’ Lazio (che si occupano in un singolare ed incomprensibile regime di monopolio della scolarizzazione dei minori rom) il quadro e’ assolutamente drammatico: considerando che la Prefettura di Roma nel mese di Aprile, durante la Conferenza Regionale sulla sicurezza, stimava nella citta’ di Roma la presenza accertata di 16 mila rom, di cui il 37% con meno di 14 anni, i minori rom in eta’ scolare dovrebbero essere almeno 5.900; se si considera inoltre che nel mese di ottobre, per il terzo anno consecutivo (si possono verificare i dati anche sul sito del comune di roma) la Capodarco e Arci solidarieta’ Lazio sostenevano che la scolarizzazione riguarda circa 2000 bambini di cui solo 1400 frequentanti regolarmente, se ne deduce che nel migliore dei casi solo il 24% dei minori rom frequenta la scuola, con conseguente tasso di dispersione scolastica di oltre il 75%. Ovviamente, in questo quadro non si considera l’aumentato afflusso dei minori rom in seguito all’entrata della Romania nell’Unione Europea. Vale la pena sottolineare che dopo circa vent’anni di politiche per la scolarizzazione a Roma ci si vanta che nel 2006 si siano diplomati, 60 ragazzi rom, con percentuali da prefisso telefonico rispetto al numero complessivo della potenziale fascia dei ragazzi interessati. Quanti soldi spende il comune di Roma per ottenere dei risultati cosi’ risibili? NOTA BENE Al Parlamento Europeo di Strasburgo la sinistra italiana ha bocciato un emendamento proposto da Alleanza Nazionale che sottolineava che la scolarizzazione e’ uno strumento fondamentale per prevenire l’esclusione sociale e lo sfruttamento dei minori Rom, cosi’ come raccomandato da tutte le istituzioni ed organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti dei minori.

 
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