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Il Presidente del Gruppo Ppe al Parlamento europeo Joseph Daul accompagnato dal Vicepresidente Angelilli incontra a Roma Berlusconi, Schifani, Fini e Casini

Il Presidente del Gruppo Ppe al Parlamento europeo Joseph Daul accompagnato dal Vicepresidente Angelilli incontra a Roma Berlusconi, Schifani, Fini e Casini

 

Il 4 maggio il Presidente del Gruppo del Ppe al Parlamento europeo Joseph Daul, è stato in visita a Roma per una serie di incontri istituzionali con il Presidente del Consiglio Berlusconi, Il Presidente del Senato Schifani, il Presidente della Camera Fini e il Presidente dell’Udc Casini. Il Presidente Daul, era accompagnato dal segretario generale del gruppo, Martin Kamp, dal segretario generale aggiunto, Antoine Ripoll, dal presidente dei deputati del Pdl al Parlamento europeo, Mario Mauro, dal vicepresidente del Parlamento europeo, Roberta Angelilli, dal vicepresidente del gruppo Ppe, Vito Bonsignore, il presidente dei deputati Udc al Parlamento europeo, Carlo Casini.
Nel corso degli incontri il presidente del Gruppo parlamentare europeo più influente ha chiesto all’Italia di sostenere il Gruppo del partito popolare europeo nel suo appello ai Governi dell'Unione perché rinforzino la loro coesione economica ma anche quella sociale e fiscale e in particolare al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi “di impegnarsi fortemente, in seno al Consiglio Europeo, in favore di misure forti e coordinate, che ridiano fiducia agli europei, preoccupati per questa crisi dell'Euro e per la crisi economica e sociale che li coinvolge”.
Joseph Daul ha anche lanciato un appello ai Presidenti delle due Camere del Parlamento italiano, affinché accettino la sfida della democrazia parlamentare e colgano l'opportunità offerta dal Trattato di Lisbona per una più stretta collaborazione tra Deputati europei e nazionali: "E' finito il tempo in cui l'ambito nazionale, Deputati e Ministri, potevano accusare Bruxelles di ogni male. Abbiamo bisogno di lavorare insieme a delle vere soluzioni europee per i problemi europei, senza per questo fare dell'ingerenza negli affari puramente nazionali. Ancora una volta, la crisi che attraversiamo deve essere utile almeno a questo: a fare sì che le mentalità politiche evolvano verso una maggiore responsabilità".
 
 

 
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