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“I sorrisi invisibili” - Iniziativa al Pe a sostegno delle donne vittime dell’acido

“Non dimentichiamoci delle donne senza diritti

 

“Ogni anno nel mondo centinaia di donne sono sfregiate con l’acido. Un violenza atroce che colpisce soprattutto donne molto giovani, infatti nel 70% le vittime hanno meno di 25 anni. La loro colpa è di aver lottato per la riappropriazione dei propri diritti o di aver rifiutato il corteggiamento di un uomo o di aver portato alla famiglia del promesso sposo una dote inferiore alle attese, per tali motivi “meritano” di essere punite con la cancellazione del volto e quindi della loro identità. Il carnefice nel 40% dei casi è il partner o l’ex partner”. Questi alcuni dati presentati dal Vicepresidente del Parlamento europeo e Vicepresidente del gruppo di Alto Livello per l'uguaglianza di genere, Roberta Angelilli questo pomeriggio a Strasburgo in occasione della conferenza stampa “I sorrisi invisibili”, organizzata insieme al Vicepresidente della Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere Barbara Matera e da Patrizia Toia Membro della Commissione per lo sviluppo.
L’acidificazione è diffusa in diversi Paesi, Bangladesh, Afghanistan, Cambogia, Pakistan, Uganda e India: l’acido provoca nelle donne immani sofferenze, gravi danni funzionali, il volto presenta cicatrici ipertrofiche e nodose con danni per quanto riguarda i movimenti facciali e legati alla masticazione e spesso perdita della vista. Anche le fibre muscolari e gli arti possono risultare compromessi rendendo la donna inabile. Per le donne che riescono a sopravvivere sono necessari dalle 6 alle 30 operazioni chirurgiche.
“All’ospedale di Bangalore in India ogni giorno arrivano 3 donne ustionate", ha dichiarato Jacqueline Thibault, Presidente della Fondazione Surgir, organizzazione da anni impegnata a livello mondiale contro le pratiche dei matrimoni forzati, dei crimini d’onore e delle donne ustionate dall’acido. “I programmi in sostegno di queste donne - ha spiegato - sono volte alla riabilitazione fisica e a fornire un adeguato e necessario sostegno psicologico promuovendo anche il reinserimento nella società. Agiamo con programmi educativi sul territorio per combattere il fenomeno, ma non sono pochi gli ostacoli che incontriamo a causa dei retaggi culturali o religiosi”.
“Abbiamo voluto dedicare questo appuntamento - ha spiegato Angelilli – alle donne sfigurate dall’acido perché sono ancora troppo poche le vittime che denunciano le aggressione. Devono essere predisposti fondi ad hoc per il supporto medico e psicologico delle vittime, per dare a queste donne la speranza di continuare a vivere. Inoltre occorrono programmi di prevenzione e di sensibilizzazione attraverso la costituzione di una rete che coinvolga Istituzioni, Ong locali e media”.
Nel corso dell’iniziativa alcune ragazze con indosso una maschera bianca, hanno distribuito dei volantini, denunciando i dati allarmanti del fenomeno, della “nuova arma contro le donne” che deve essere ritenuta dalla comunità internazionale al pari della tortura.
Alla conferenza è intervenuto anche l’altro Vicepresidente italiano del Pe Gianni Pittella (S&D/PD), che ha portato il suo saluto.

Galleria Fotografica: I sorrisi invisibili
 
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