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Parlamento europeo approva Risoluzione su abolizione mutilazioni genitali femminili

Angelilli (Ppe/Pdl): “Tutti gli Stati membri si dotino di legislazione adeguata ed efficace contro MGF”

 

“Le mutilazioni genitali femminili costituiscono una violazione dei diritti umani, sono pratiche barbariche che non possono trovare alcuna giustificazione di carattere religioso e sociale e vanno considerate come reati che violano i diritti fondamentali delle donne e dei minori. Come tali devono essere perseguite in tutti gli Stati Membri”, dichiara il Vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli e presidente del Gruppo di Alto livello sull’uguaglianza di genere, firmataria della Risoluzione sull’abolizione delle mutilazioni genitali femminili approvata oggi a Strasburgo.

La Risoluzione è stata votata all’unanimità dall’Europarlamento con solo due astensioni.

“Ho chiesto - continua- un voto sulla Risoluzione per appello nominale affinché l’aula di Strasburgo potesse dare un segnale forte contro questa violazione dei diritti fondamentali della donna”.

“Secondo l’Unicef 140 milioni di donne e bambine – continua - convivono con una mutilazione genitale femminile e ogni anno 3 milioni di ragazzine si aggiungono a queste statistiche, un dramma che non riguarda solo l’Africa. In Europa infatti 500 000 donne e ragazze sono state vittime delle mutilazioni genitali femminili. Numeri drammatici se si pensa che parliamo di cifre sottostimate”.

“Le conseguenze fisiche e psicologiche - continua - di questa cosiddetta pratica definita  “tradizionale” sono insanabili; le complicanze e talvolta le scarsissime condizioni igieniche di questi veri e propri interventi possono portare alla morte. E’ necessaria quindi una stretta cooperazione tra tutti gli attori coinvolti, primi fra tutti gli uomini originari dei paesi in cui le MGF sono praticate e poi vaste campagne di sensibilizzazione, prevenzione e dissuasione, come nelle scuole, sia per informare sui rischi per la salute, sia per sradicare i pregiudizi”.

“Occorre però che ci siano legislazioni adeguate nei singoli Stati membri non solo per prevenire, ma anche per punire severamente chi pratica e chi incita le MGF. L'Italia ha una legislazione all'avanguardia, ma è ancora uno dei pochi in Europa”, conclude Angelilli.

 

 
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